Spezyale work in progress

WORK IN PROGRESS: MILANO

WORK IN PROGRESS: MILANO

Si possono ripercorrere le stagioni di un luogo a ritroso nel tempo e insieme incedere in avanti, un passo sempre più in là del contemporaneo? Il territorio della nostra scommessa è stato un delizioso attico di Milano risalente agli anni Quaranta del Novecento.
Dopo decenni di viaggi per il mondo, una professionista ha voluto tornare ad abitare nel quartiere in cui è cresciuta e ha trovato il proprio posto a pochi metri dalla casa dei nonni.
Noi di Spezyale abbiamo pensato che anche lo stile dovesse rendere omaggio a questo straordinario cortocircuito di passato e presente. Così, per il relook dell’appartamento ci siamo posti un obiettivo preciso: scrostare i sedimenti superflui del tempo e lasciare inalterato l’essenziale, per far riaffiorare l’anima autentica degli spazi. Come ripercorrere la circonferenza degli anni fino al punto esatto in cui l’origine coincide con le stagioni a venire.
Siamo partiti dal vero protagonista della casa, il pavimento di cementine a forme geometriche che reclamava con evidenza un ruolo trainante nella narrazione dello spazio. Grigio, arancio, albicocca, nero: colori forti, abbinati in modo sorprendente. Tinte, mobili, tessuti sono stati selezionati con cura come fossero il diffuso riverbero di un lago cromatico.
Al posto dei battiscopa, una fascia alta venti centimetri declinata al bordeaux. Intorno, un gioco di tessuti in dialogo: tende in twill di seta stampato, velluto, jacquard in seta arancione per una nicchia del disimpegno che nasconderà il ripostiglio.
Particolarmente audace si fa la sfida di non toccare la pianta quando superiamo l’ingresso di bagno e cucina, due nastri paralleli lunghi e stretti che rispetteremo ma rendendoli attuali e moderni.
Nel bagno dobbiamo sacrificare la vasca e le piastrelle azzurre, troppo rovinate per poter essere salvate. Al loro posto una doccia in cristallo e un piano di marmo nero semplicissimo e austero gli  ridanno vita con semplicità. La cucina diventa un piccolo gioiello di stile retro-contemporaneo incastonato sul pavimento di cementine a “minestrone”: un piano in marmo nero, una mensola bordeaux, una fascia in rame come retro cucina, elettrodomestici in acciaio, un frigorifero nero e un lampadario vintage.
Anche i mobili rispettano la consegna del gioco: ognuno rigorosamente recuperato tra mercatini disseminati per il Nord Italia e una selezione delle eredità familiari della committente.
Sulla terrazza ancora combinazioni audaci: verde, melanzana, viola, nero per le piante scelte da La Fleur Rebelle di Guglielmo Donato, che incorniciano una poltrona in resina arancione.
L’ambiente è ora pronto al suo secondo tempo. Dove andranno le lancette degli orologi, in avanti o indietro?

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