Spezyale su Case Design Stili

SPEZYALE / PRESS REVIEW

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Una delle nostre creazioni, “Lucy in the sky”, è nel numero di marzo di “Case design stili”, il magazine dedicato all’home design che promuove la cultura del progetto e racconta le avventure di chi sa osare.
La nostra, di avventura, inizia con una giovane donna innamorata dei Beatles e della campagna pugliese.
L’articolo è di Silvia Monaco, le foto di Gianni Franchellucci.

Spezyale su Case Design Stili

LA LAMIA DI LUCY
I BEATLES E LA PUGLIA COME CENTRO DEL MONDO, L’ATTO D’AMORE DI DUE PROGETTISTI PER
UN VECCHIO EDIFICIO CONTADINO CHE APRE
A NUOVE FUNZIONI CON UN’ANIMA ROCK

di Silvia Monaco | Foto di Gianni Franchellucci

Lucy in the sky with diamonds: dalla canzone dei Beatles, l’ispirazione per un lavoro
di recupero che non può fare a meno della natura
In Puglia, tra le province di Bari e Brindisi, in una zona ancora incontaminata dove sta prendendo forma un recente sviluppo turistico di qualità, sorge il piccolo
 borgo di Speziale. Tutto intorno sono uliveti, muri a secco e piccoli edifici agricoli, le lamie, costruite in blocchi di tufo, con le caratteristiche coperture a volta, figlie di chissà quale sapienza architettonica contadina che, dall’epoca romana, attraverso il medioevo arabo e normanno, sono giunte fino a noi, spesso in stato di abbandono. Dall’innamoramento per questo luogo nasce Spezyale Design Atelier, formato da Laura Pogliani e Nino Piccolo, autori del progetto di recupero 
di questa piccola torre di pietra ribattezzata Lucy, proprio quella “in the sky with diamonds” dei Beatles. Come racconta Nino Piccolo, “Una torretta in pietra che si prolunga in un’alcova ipogea, uno spazioso agrumeto che può trasformarsi in
teatro o sala concerti all’aperto, un muro di cinta che dà il benvenuto agli ospiti con le note di una canzone. Questa è Lucy, la dimora di campagna pensata per una giovane donna innamorata della musica rock. Tutto, qui, rimanda al sound vivo e contemporaneo del rock… Il cielo elettrico della canzone attraversa e contamina l’antica torretta, depositandosi sugli infissi in ferro Blue China. Intorno, ovunque, colori brillanti che danno l’illusione di trovarsi in un campo di diamanti esplosi.”

Il vecchio edificio rurale abbandonato riacquista una funzione e una nuova vita grazie alla scarica di adrenalina del rock. Sembra un po’ troppo? Sicuramente no, se osserviamo il risultato di questo lavoro attento e puntuale, dove i materiali esistenti, le forme dell’architettura, la natura, l’andamento del terreno, sono conservati nel loro stato originario e affiancati da nuovi materiali, colori e forme, a creare una stratificazione che non snatura in alcun modo il fascino dell’esistente ma lo riporta 
in vita. Al volume originario della torre è affiancato un piccolo ampliamento dalla geometria molto semplice, che ospita la cucina, costruito con gli stessi blocchi di pietra locale, lo stesso tufo dei muri che delimitano lo spazio esterno adiacente e che disegna l’agrumeto sottostante, alla quota di ingresso del locale ipogeo. Il medesimo materiale è utilizzato per le chianche, le tradizionali lastre rettangolari delle pavimentazioni esterne, il cui colore sembra fondersi con quello della terra circostante.

 “L’agrumeto può trasformarsi in teatro o sala concerti all’aperto; ovunque, colori brillanti, come un campo di diamanti esplosi”

Il giardino tematico, definito dalle quinte architettoniche dei muri, si apre sul paesaggio, regalando una visuale straordinaria sulla campagna circostante, senza fratture, senza esclusioni, rinnovando il dialogo fra natura e architettura ereditato dal tempo. All’interno della piccola dimora è protagonista la struttura architettonica esistente: la volta, le nicchie nei muri spessi, il camino (trasformato in dormeuse) e il materiale di rivestimento, l’intonaco a calce, con la caratteristica colorazione che ancora rimanda alla terra e alla natura del luogo, i graffiti disegnati sulla parete con i resti della scala di accesso alla copertura. I toni neutri confermati dal pavimento in resina sono poi affiancati dal giallo intenso delle pareti del bagno, realizzate con tavole in legno da cassero (con la tipica resinatura gialla)
 e dal sapiente progetto degli elementi tessili di Laura Pogliani: qui sceglie la juta, dall’anima povera, grezza e materica, ma tuffata in un giallo acceso, che richiama il colore del sole di Puglia, per il separé aereo che cade a terra fluttuante. Tutti gli elementi di questo progetto e di altri lavori di Spezyale derivano da un processo di reinterpretazione, dall’uso di materiali grezzi, da cantiere, mostrati come finiture, al recupero di arredi vintage reinventati con tessuti contemporanei. Una composizione di frammenti cementati tra loro dalla passione per il luogo, centro di una nuova suggestiva fase creativa di due progettisti che hanno deciso di spostare in Puglia il centro del mondo.

 

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