spezyale

Dimensione Spezyale

Dimensione Spezyale

Nel nostro caffè, la mattina, qui a Spezyale si riflette l’ocra rossa della terra. Azzurro pastello, ceruleo chiaro il riverbero che viene dall’alto, quando il giorno è terso. Quando piove è ghiaccio, indaco, plumbeo. Un azzurro non è mai soltanto azzurro, non c’è traccia di grigio, se non nel compromesso mobile dato dal reciproco specchiarsi di terra e cielo. Segniamo i colori sui nostri taccuini, li fotografiamo, traiamo dalla natura il serbatoio infinito di possibilità dato dalla luce.
Abbiamo imparato a farlo sui nostri tavoli da lavoro a Milano o Parigi, qui a Spezyale esercitiamo sul campo il bagaglio teorico accumulato in anni di esperienza. Non ci interessa un “buen retiro” dorato nelle campagne pugliesi: la dimensione di Spezyale è quella del progetto, direzionato verso il futuro. È un approdo che non esiste se non come base di nuove partenze. Arrivare e andare, riaprire qui bagagli e cassette degli attrezzi, contaminare la nostra esperienza con le ispirazioni che ricaviamo dalla Puglia.

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Speziale, il borgo, diventa così Spezyale, il nostro progetto creativo che si rinnova ogni giorno.
Chi arriva qui, la pensa un po’ come noi. E ne nascono esperimenti bellissimi.
Al mattino, prendiamo il caffè e a piedi scalzi. A “Stairway to Heaven” – così abbiamo ribattezzato il nostro piccolo paradiso domestico – un pavimento di resina dà forma a una “moquette” moderna, su cui spostarsi liberamente contemplando una memoria di antico telaio – un tappeto di spago lavorato a soutage – imprigionata sotto i nostri piedi come per magia.

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Anche la casa accanto, un altro progetto firmato Spezyale, al suo interno è completamente disegnata dai tessuti. Li abbiamo scelti con cura dallo straordinario archivio di fantasie delle Costantine, le abili tessitrici di Casamassella, nel Basso Salento. Ma la tradizione non ci basta: i disegni sono quelli di una volta, i colori rinnovati, contemporanei, capaci di parlare una lingua universale.
Passeggiando sul sentiero che attraversa Speziale, chi conosce la musica avrà la sorpresa di “vedere” una canzone dei Beatles materializzarsi in una torretta in tufo. È “Lucy”, il nostro omaggio a “Lucy in the Sky with diamonds”, il cui muro esterno è attraversato da un vero pentagramma di note gialle, blu e viola.

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Ci addentriamo nelle campagne seguendo la direzione che conduce al Parco delle Dune costiere. Pochi passi e all’orizzonte svetta, candida, “Ottava Bianca”, una masseria del Seicento, un altro dei nostri molti work in progress. Qui nasceranno un’azienda agricola, una struttura ricettiva e un luogo di incontro dell’eccellenza gastronomica internazionale, a partire dall’olio che si produce in questo luogo.
Gli ulivi di Ottava Bianca hanno tutti un numero. Il nostro preferito è il numero zero: lo abbiamo trovato moribondo, ora, recuperato, è la “mascotte” del giardino disegnato da ulivi, mandorli, specie non convenzionali di fichi d’india e altre piante del Mediterraneo.

Se il caffè del mattino è una lunga pratica di contaminazione, il caffè del pomeriggio ci porta nel nostro Atelier Spezyale di Cisternino, dove le ispirazioni sono tradotte in progetti e disegni. Anche questa è una base: non un negozio, ma qualcosa a metà tra un concept store e uno spazio culturale, il centro magnetico del nostro lavoro che è anche centro propulsore di idee da condividere. E l’idea è che possa diventare un progetto itinerante: come accade ogni mattino nei cieli che si affacciano sulle campagne, un riverbero da Cisternino può giungere a Lecce, Milano, Parigi o New York. È la dimensione di Spezyale.

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